Reportage

Murale sul femminicidio

Nel 2012 un gruppo di persone dipinse un murale di 84 metri lungo il muro in Via dei Sardi a San Lorenzo un quartiere di Roma. In esso le 107 iconiche figure hanno ognuna una etichetta col nome e la data di decesso della vittima. Questo murale è stato ripristinato più volte poichè viene continuamente ignorato nel suo messaggio più importante. Queste mie ultime foto dimostrano che non vi è una memoria di rispetto nei confronti di un fenomeno da non riporre nel dimenticatoio. Anche se il nostro paese, al riguardo, non è il primo in fatto di graduatorie anzi... ma tralasciando le statistiche, anche una sola di quelle morti, una volta compresa nella sua antropologica coscienza dovrebbe essere seguita da un programma di riequilibrio nella educazione generale di femmine e sopratutto dei maschi per la comprensione della preziosità della vita. Le donne vanno educate sopratutto perchè sono loro le prime educatrici direttamente o indirettamente (non di certo dove in una famiglia vi è un padre padrone) e molte di esse rilasciano incosciamente, involontariamente permessi di uccidere ai figli maschi (vi è una piccola percentuale di femmine assassine e per contro si può leggere: https://violenzafamiliare.wordpress.com/2013/08/19/la-calunnia-del-femminicidio/) e questi ultimi, a loro volta, vanno sicuramente educati nella loro congenita risposta (sempre antropologica) al rifiuto del partner, dall'essere esclusi da una famiglia o da una eredità ed altro ancora. Gia questo secondo il mio umile giudizio, vista l'alta incidenza dei casi, potrebbe portare ad una netta riduzione di atti così crudeli.


evento recente
Pompei

Pompei è una pagina di storia nella quale molte vite si sono spente per un'evento catastrofico senza precedenti. Le morti quasi improvvise testimoniate da calchi di corpi rimasti intatti, coperti dalla cenere che prima li ha soffocati e poi ricoperti e da 9 metri di lava; preservandoli fino ai giorni nostri. Oggi è possibile visitare il sito e ci si può rendere conto delle condizioni nella quale vivevano. I manufatti rinvenuti sono ora nei musei. Visitandola non si può non pensare o immaginare alle persone che vissero in quella città, tra i negozi e le strade, probabilmente maleodoranti (sistema fognario a cielo aperto). https://www.nikonclub.it/gallery/index.php?module=listAlbumImages:145145&method=main&filters:user_filter=145145