Mi presento...

L’amore per la fotografia non è facile da spiegare.

E gli ingredienti di questa “passione” di solito sono vari.

 

C’è l’amore per il bello, per l’ambiente naturale, per le opere dell’arte e dell’ingegno umano. Così, nato e vissuto in Mugello, uno tra i più bei lembi della Toscana –non il più bello, lo riconosco, ma è una vallata ricca di fascino e di valori estetici di notevole levatura, provare per credere-, mi è venuto, per così dire,naturale imparare a cercare l’inquadratura migliore, i giochi di luce più incantevoli, i paesaggi più caratteristici, le curiosità e gli oggetti inconsueti.

 

Se poi la fotografia non è fine a se stessa, ma possiede anche applicazioni pratiche, meglio ancora. E a me, che per anni ho fatto volontariato culturale, curando la grafica e impaginando un mensile locale, “Il Filo. Idee e notizie dal Mugello”, è venuto naturale mettere a servizio di quelle pagine le immagini che riesco a catturare.

 

Convinto che spesso una foto efficace riesce a dire di più e meglio rispetto alle sole parole.

 

Dicevo delle applicazioni pratiche: ho trovato modo di mettere a frutto il gusto di far fotografia anche nel mio lavoro.

Faccio l’insegnante nella scuola primaria, e la variegata vita scolastica ha bisogno di qualcuno che la ritragga fotografandola.

Non solo e non tanto per memoria, ma perché l’immagine può diventare tassello importante e arricchente di un percorso didattico.

 

Immagine fotografica e immagine grafica: tra un clic e un altro non disdegno di prendere in mano la matita, e mi piace sbozzare personaggi e disegnare vignette. Anche illustrando un volume di storie per bambini, “Dietro la nuvola”.

 

Nel 2007, insieme a un bel gruppo di fotoamatori mugellani, ho fondato il Photo Club Mugello e ne sono stato, fino al giugno 2013, il primo presidente.

 

In fondo e in conclusione, molti di quelli che si dedicano alla fotografia lo fanno prima di tutto per passione.

Ed io ho pensato ora di condividere le mie immagini offrendole in visione ad altri che hanno la mia stessa “malattia”.

Perché le cose belle vanno fatte conoscere: ci ricordano infatti che il mondo in cui viviamo –anche se spesso ci mettiamo d’impegno per distruggerlo e sporcarlo, in tanti modi- è davvero un grande dono.

Di cui essere grati.

Anche con un clic...!

 

Andrea Lapi