Workshops

Novità editoriali & Workshop fotografici nel mondo

09/03/2012  

"Soi Cawboy one night in Bangkok"

Sono sempre stato affascinato dal tentativo di legare la luce al movimento, il soggetto all’azione. La fotografia mi ha sempre stimolato in questa direzione e credo che la ricerca in questo campo possa essere molto interessante.

Quando visito una città, amo fermarmi e guardare la gente, il movimento, cerco di capire cosa pulsa tra queste strade, tra quelle persone. Solo quando mi sento di aver colto l’anima del luogo decido di tenere l’immagine.

E.M.
 

"AustralAfrica"

 

Fotografare gli animali, specie in Africa, può di diventare un puro esercizio.

Si rischia di ripercorrere schemi già collaudati: l’azione, la particolarità, la sorpresa.

Ci si dimentica sovente che l’ambiente, il contesto, forniscono il corretto scenario ai soggetti.

Gli animali stessi hanno una tale potenza espressiva che potrebbero interpretare degli

inconsapevoli modelli su un set di ripresa.

C’è qualcosa di profondamente emozionante, direi quasi commovente, nelle distese africane.

Avrei voluto accompagnare un bambino in quel mondo straordinario ed è accaduto.

In quel momento ho capito che meraviglia mi era concesso di ammirare; attraverso i suoi occhi

incantati mi sono rivisto bimbo e sognatore.

Quel mondo parla, in un linguaggio atavico, della nostra storia sulla terra.

Troppo spesso dimentichiamo la nostra dimensione, la fragilità e meschinità nei confronti di una

natura selvaggia e regolata da leggi antiche ed immutate.

Parliamo di rispetto di un pianeta che troppo poco, ancora oggi, conosciamo

 

Viaggi Fotografici

 

I nostri viaggi nascono come workshop fotografici, in cui pensavamo di mettere semplicemente a disposizione dei partecipanti la nostra esperienza.

Migliorare le tecniche di ripresa, la composizione, gestire la luce... insomma semplicemente  insegnare a fotografare.

In questi anni abbiamo avuto modo di verificare puntualmente  che la fotografia si trasformava, durante il viaggio, in qualcosa molto al di là della semplice immagine da portare a casa.

Bastano pochi giorni di pratica affinché la materia si faccia veicolo,  stimolo per chi viaggia  ad ampliare la propria visione.       
Proprio così, si delinea presto un approccio diverso, si sviluppa uno spirito nuovo.

Istintivo e naturale  diventa il contatto con le popolazioni locali, rilassata e consapevole la ricerca visiva dell'equilibrio delle forme, affilata la ricerca della bellezza in ogni suo dettaglio, in ogni cambio di luce, in ogni espressione, nei movimenti di una nuvola come  in quelli di un  animale selvaggio.

Ogni singolo istante viene così vissuto, assimilato in maniera più profonda, calma e consapevole.

Ragione, tecnica, istinto, essenza, terra, vita, polvere, morte, anime, sguardi, fatica, ombre, alberi e montagne, deserti e uomini... Tutto si miscela, si fonde.

Questa esperienza amplifica  la capacità di utilizzo delle apparecchiature fotografiche, raffina le potenzialità di chi ha già conoscenze approfondite e le dirige verso il modus operandi del professionista.  
La passione trova la sua sintesi e si trasforma in un modo diverso di fotografare ma soprattutto di viaggiare.

E’ vero altresì che per viaggiare non è necessario avere la “passione” delle foto. 

I nostri clienti si dividono solitamente in due categorie: l'appassionato che si presenta con medie/buone/ottime capacità tecniche e il suo accompagnatore/accompagnatrice, solitamente non troppo interessato/a all'argomento specifico.

Questi ultimi, pur mantenendo un atteggiamento di freddo distacco verso macchine e obbiettivi e di ostilità nei confronti di termini quali filtri e diaframmi, cedono di fronte ai risultati ottenuti grazie alla propria creatività. La macchina, sempre più automatizzata, in questo caso diventa solo il mezzo; nulla di più.

Molti appassionati non concorderanno, soprattutto i più preparati, ma secondo noi la fotografia deve essere anche questo: il tipo di approccio deve essere soggettivo, la mancanza di conoscenza tecnica non deve rappresentare dei vincoli, il fine deve essere quello di esprimersi, conoscere e divertirsi.

Quale l’obiettivo allora? Non solo saper fotografare ma viaggiare con chi ti sa indicare il dettaglio, che sa amplificare la tua conoscenza su argomenti al di fuori dell'ordinario, condurti in un altro viaggio nel tuo viaggio.

E’ questione di luce, energia, pathos, cultura ed emozioni, che anche qui devono fondersi, divenire sinonimi.

Ora, grazie alla collaborazione nata con guide italiane specializzate, che come noi operano in campi specifici in tutto il mondo, offriamo la possibilità di viaggiare scoprendo ed approfondendo nuovi argomenti quali: paleontologia, geologia, archeologia, antropologia, biologia ed etologia.

 www.fattoreulisse.com

www.nomadphotographers.com