Tsunami. Nel dolore , uno sguardo

Appunti di viaggio dai luoghi devastati dallo tsunami.

 


Su di un foglio da disegno Hansani, 10 anni, scrive: "Tsunami is the most unfortunate moment happen in my life" tradotto, "Lo tsunami è stato il momento più sfortunato avuto nella mia vita".
In una breve frase un bambino riesce a sintetizzare uno degli eventi più tragici mai accaduti.

Un'immane tragedia, sia materiale per gli ingentissimi danni provocati, ma soprattutto umana. Più di 200 mila morti, 37.000 solo nello Sri Lanka, uno dei paesi asiatici maggiormente colpito.
 


A Jaffna nel nord, dove è possibile raggiungere le zone disastrate solo con speciali permessi rilasciati dalle autorità militari delle leggendarie Tigri Tamil, l'onda dello tsunami ha raggiunto gli 80 piedi, circa 24 metri.

 

Un paese di 24000 abitanti , spazzato via da un onda enorme.
Nessuna parola può raccontare il senso di distruzione e morte, ma le immagini possono aiutare a capire il dramma di questa gente, umile e semplice.


Guardarsi intorno e vedere solo distruzione...muoversi tra le macerie e osservare uomini e donne camminare come fantasmi tra le rovine delle loro case.
Un  uomo si avvicina mostrandomi  le foto di "chi non c'è più",.
Poi alzando lo sguardo ti intensamente, come per farti partecipe del suo immane dolore.
Momenti, umanamente difficili!!

Si ha la sensazione di essere nella finzione di uno dei tanti film di distruzione passati in Tv oppure al cinema, invece no, tutto è terribilmente vero!
Sono reali  gli odori di carcasse in putrefazione, vere le grida di dolore delle madri, o  i silenzi assenti dei padri che stringono tra le braccia le loro creature scampate alla tragedia.


Mi ha profondamente sorpreso il concetto di morte del popolo cingalese, rafforzato sicuramente dalla  loro fede buddista e del loro credo nella reincarnazione.
 

La calamità dello tsunami è letta dalla gente come un evento soprannaturale al quale non è possibile dare spiegazioni. O forse una spiegazione la gente l'ha data, "è il castigo di Dio".
 


Il fatto, incredibile, che molte raffigurazioni religiose di statue del budda sono rimaste intatte, risparmiate dalla furia delle acque, come per volere Divino, ha rafforzato questa loro convinzione.

Il mare, da sempre fonte di sopravvivenza e di vita, é visto con paura e grande diffidenza.
Poche le persone che si avvicinano al mare, se non per perdere lo sguardo verso l'immmensa distesa diventata la tomba dei loro cari.
Alcuni volontari e psicoterapeuti lavorano con i minori per cercare di aiutarli a superare il terrore che hanno di recarsi alla spiaggia e fare il bagno in mare.
 


La credenza della reincarnazione porta inoltre molte persone a non consumare pesce, sia per una sorta di rispetto verso chi è scomparso in mare, sia per la paura di contaminazione. Migliaia di persone sono scomparse in mare, e quasi quotidianamente i pescatori oltre al pesce recuperano resti umani, così il prezzo del pesce è crollato.

Occorre reagire, non c'è alternativa, così molte persone sopravvivono in tende di fortuna, spesso allestite sul pavimento rimasto della loro casa. I cartelli di aiuto ai bordi della strada denunciano gravi carenze; mancano cibo, tende ed assistenza.
 


E' certamente un immane tragedia di vaste proporzioni, ma è altrettanto vero che è una emergenza interamente coperta dal punto di vista economico.
Una cifra enorme è giunta da tutto il mondo per aiutare le vittime dello tsunami, e spesso, attendere troppo la ricostruzione significa alimentare interessi privati ed altro.

Chi non ha atteso un solo momento per portare aiuto ai fratelli in difficoltà sono state le Caritas locali, coordinate da Caritas Interanzionali.


La chiesa locale in condivisione con i rappresentanti delle altre religioni, buddista, indù e musulmana, offrono un importante sostegno morale ed umano.

IL 26 gennaio 2005, nella piazza dell'indipendenza della capitale Colombo, i rappresentanti di tutte le religioni presenti nel paese, hanno ricordato, dopo un mese, l'immane tragedia, con un cerimonia multireligiosa commovente e significativa.


Tra gli scatti fotografici più intensi , quello di una donna , nella zona Tamil "off limit"  che ritorna dal mesto pellegrinaggio al mare, scortata da un bambino  soldato armato,

...l'altra la donna che cammina sulle rotaie divelte dalla furia del mare.