Thailandia

I viaggi

Qui hanno Inizio i miei due viaggi; si proprio così, due viaggi in uno.

Inizia la mia vita con Daniela e il nostro viaggio di nozze in Thailandia.
La pericolosa repressione in atto in quel periodo nelle zone limitrofe ci preoccupa un pò, ma non ci frena e si parte. Sappiamo entrambi che un viaggio così non può essere solo riposo e ozio, cosi abbiamo deciso di scoprire tutta la thailandia e di affrontare anche la zona più interna meno conosciuta, dove sapevano che ci saremo stancati moltissimo.
Contrasti umani

 

Preparato lo zaino da escursione, i poncho e qualche altro attrezzo da montagna si parte. Si arriva a Bangkok dopo circa 13 ore di volo e si ammira subito lo splendido aeroporto, Bangkok Suvarnabhumi Airport.
Ma appena si esce dall'aeroporto la sorpresa. Ci avevano detto che sarebbe stato caldo ed umido ma, non ci aspettevamo un caldo così, asfisiante.
Come molte città importanti, anche Bang Kok presenta il lato ricco e quello povero della città, accostati e quasi sconfinanti uno nell'altro, cosi come lo sono i contrasti tra la sfrenata corsa alle avanzate tecnologie e il forte legame ai propri costumi. Grattacieli ati 50 piani dai quali è possibile osservare, al dilà della strada baracche in legno e lamiera dove bimbi giocano scalzi nel fango...
Elicotteri che atterrano sui grattacieli e furgoni gremiti di persone che sembrano cani rinchiusi.
Contrasti visibili in ogni angolo del paese.

I templi e le tradizioni

 

Dopo la sistemazione in albergo, l' "Imperial Queen's Park Hotel", abbiamo iniziato il nostro giro di visita della città, visitando i templi del Wat Phra Kaeo dove c'è il palazzo reale. Il Palazzo Reale rappresenta una città dentro la città stessa, isolata dal contorno. Ricca di pagode d'oro, tetti arancioni, verdi e rossi, cortili, porticati e templi decorati con bellissimi stucchi dorati, affascinanti vetri multicolori e spettacolari finestrate blu su pareti bianche. A guardia dei templi si trovano i dragoni, statue enormi e impressionanti. Dopo il palazzo reale, il templio WAT PHO che ospita il grande Buddha disteso e Centro Nazionale per la tutela dell'antica medicina tradizionale Thai e il templio WAT TRAIMIT che ospita il Buddha in oro massiccio più grande al mondo e poi visita della città in genere. Siamo arrivati a fine giornata sfiniti e avevamo visto tutto ciò che potesse stancarci al punto di desiderare il tanto decantato massaggio thailandese (sicuramente da non perdere).

Subito fuori dalla città ci sono le campagne dove la vita assume un'altro aspetto; dove le strade non sono più asfaltate e in alcuni casi sostituite dai fiumi. E' questo il caso di uno dei mercati tipici Thailandesi, che si snoda lungo i canali laterali del fiume Chao Phraya, il colorato mercato galleggiante di Damnoen Saduak. Ormai è per lo più un'attrazione turistica. Oltre al mercato in questa escursione abbiamo visitato un centro di lavorazione del cocco, una coltivazione di orchidee e un centro di lavorazione del tek. Si prosegue poi con la visita del Rose Garden, una struttura con giardini ben tenuti e laghetti, dove ci sono rappresentazioni delle arti classiche thailandesi, quali danze, la boxe e la scuola di elefanti.
Sopravvivenza, commercio e coltivazioni

Dopo la sosta a Bangkok, ci siamo spostati nella Thailandia del nord, dove la fitta vegetazione e la natura in genere fa da padrone. Ci siamo così spostati a ChiangRai, all'hotel Dusit Island, un bellissimo hotel posizionato proprio sulla sponda del fiume Mekong. Purtroppo la situazione politica non era molto rassicurante, quindi nelle nostre visite siamo arrivati solo al confine con la Birmania, che in quel periodo era oggetto di rappresaglie armate. Caratteristico della zona è il giardino della regina, "The Queen Sirikit Botanical Garden", il giardino messo sotto la diretta protezione della regina di Tailandia, Sirikit con il laboratori di impollinazione delle orchidee, simbolo della nazione. Da qui abbiamo visitato poi il "Golden Triangle", punto di confine delle terre del Laos, Myanmar (Birmania) e Thailandia. Il triangolo d'oro è la seconda area asiatica per la produzione dell'oppio , dopo la mezzaluna d'oro che si trova in Afghanistan. È considerato illegale ma i governi di Birmania, Laos e Thailandia fanno poco per contrastare la produzione e il commercio di eroina. Il recente arresto di Khun Sa, Shan a capo di molti traffici illegali, ha abbassato la produzione del Myanmar. Sono stati aperti dei dibattiti sul proibire ai contadini di quella zona di coltivare l'oppio, in quanto è la loro unica fonte di reddito. 


Il profumo del proibito

Abbiamo poi visitato il tempio Wat Chedi Luang, o meglio, le sue rovine, nella Città di Chiang Saen, del XII secolo. Visitando anche l'entroterra, dove si trovano alcune strutture didattico-educative per i bambini, spostandoci sempre attraverso il fiume Mekong con l'ausilio delle canoe motorizzate, tipiche della Thailandia.Visitata ChiangRai si procede verso la città di ChiangMai, conosciuta come la "Rosa del Nord". ChangMai è situata in una vallata pianeggiante traversata dal fiume Ping, e si trova a circa 700km da Bangkok. Famosa per le sue piccole industrie artigianali, per l'artigianato delle tribù di montagna, per il legno intarsiato, la lavorazione dell'argento, le lacche lavorate, le ceramiche Celadon e gli ombrelli in carta di riso, si trova ora in un grande boom ecomnomico. Ma ChianMai non si è rivelata solo lavoro e artigianato, ma una cittadina anche molto dedita al divertimento, alla tecnologia e al commercio. Di notte si svolgono luminosi e particolari mercati, dove si presenta ancora la manualità dei thailandesi con la lavorazione del sapone, ma anche la voglia di divertimento, di relax, di proibito. Qui a differenza di ChangRai ci sono centri commerciali dove è possibile acquistare componenti elettronici ed informatici e finalmente è possibile anche trovare un negozio che mi permetta di salvare le mie foto su DVD così da essere più tranquillo avendo una copia di backup. Come se tutto ciò non bastasse, proprio a ChangMai riesco a bere dopo 10 giorni il primo buon caffè espresso, ...corto, ...profumato. Atmosfera piacevolissima, ricca di luci calde, di sorrisi, di inviti ad acquisti, a massaggi, ad assaggi...dove spesso soggetti, o megli gli oggetti, sembrano velati da qualche ambiguità, che se non si è svelti a cogliere e a comprendere verrà subito vertita verso un saluto pieno di sorrisi e scuse...E' un mercato dove si trova qualsiasi cosa si cerchi. 

La realtà nascosta

Stanchi, ma entusiasti della giornata trascorsa, si torna in albergo per fare qualche ora di sonno. Anche questo un ottimo albergo, il Centara Duangtawan, dove il servizio è in linea con la politica della regione riguardo la cortesia e la prevenzione. Riposati si inizia una nuova giornata, lunga e stancante ma ancora stupenda. Si inizia con una visita ad una riserva naturale per la produzione di orchidee ad impollinazione naturale, Bai Orchid & Butterfly Farm, per proseguire verso "Maesa Elephant Camp", un campo di cura di elefanti dove viene tenuta sotto controllo la lore esistenza e vengo addrestrati a spettacoli particolari. E' un campo in cui elefanti e uomini convivono, in mezzo alle foreste thailandesi isolati e lontani dalla città. E' inoltre possibile fare un tour sugli elefanti in mezzo alla foresta. Con un fouristrada ci siamo poi avventurati tra le coltivazioni di caffè, quasi nascoste tra la fitta e umida vegetazione e siamo andati a visitare un villaggio isolato, lontano dalla città, quasi abbandonato in mezzo alla foresta. Coperto da un cielo di nebbia soffice e bianca, dove i bambini correvano a piedi nudi nel fango e attrezzi, ormai scomparsi dai ricordi di noi più giovani, posti al centro del villaggio, come simbolo di unione e di collaborazione. E' stato una sorta di viaggio nel tempo. 


A caccia di relax

Dopo la fatica ci vuole sempre un periodo di riposo e allora dopo questi primi giorni nella Thailandia del nord, ci concediamo un po di relax. Si parte ancora con un altro volo verso Pouket, Thailandia del sud. Definita dall'industria turistica "la perla del sud", Phuket è la più grande isola della Thailandia (810 kmq), oltre a esserne una delle province. Per quanto il turismo rappresenti la principale fonte di guadagno (insieme a stagno, caucciù e anacardi), l'isola è abbastanza grande da poter accogliere tutti coloro che, con diversi livelli di budget, cercano una fuga dalla vita quotidiana. Chiamata in precedenza Ko Thalang e prima ancora Junk Ceylon (distorsione inglese del nome malese 'Tanjung Salang', ovvero 'Capo Salang'), Phuket ha una cultura tutta sua in cui confluiscono influenze cinesi e portoghesi, mischiandosi con quelle chao naam, una popolazione indigena nomade dell'oceano, e con la cultura thailandese meridionale. Situata nel Mar delle Andamane, lungo la costa occidentale della Thailandia meridionale, l'isola ha un territorio vario, con spiagge rocciose, lunghe e ampie spiagge sabbiose, scogliere di pietra calcarea, colline ricoperte da foreste e vegetazione tropicale di ogni tipo. In tutta l'isola abbondano deliziosi piatti di mare, mentre vi sono diverse isole nei dintorni ottime per lo snorkelling e le immersioni subacquee. 

Arriviamo quindi al "Katathani Beach Resort" una splendida struttura situata sulla spiaggia, dove dopo la sfacchinata dei giorni precedenti riusciamo a rilassarci e riposarci. 
La cortesia

Sarà forse retorico dirlo dopo aver fatto una vacanza, ma era un paradiso. Phuket è circondata inoltre da molte piccole isole, ugualmente belle e affascinanti raggiungibili tramite uno scafo o tramite piccole imbarcazioni. Abbiamo qindi visitato queste piccole isole e ci siamo fermati su un paio per un giorno, godendoci la soffice sabbia bianca e l'ottimo pesce della cucina thailandese. Pouket è un'isola viva, molto accogliente e ricca di locali e luoghi di divertimento. Al centro dell'isola ci sono un paio di centri commerciali dove è possibile reperire qualsiasi cosa. Resta comunque una terra accogliente, disponibile e sempre allegra e sorridente. Io l'ho trovata anche molto pulita e disciplinata (apparte nella guida veloce e frenetica sulle strade). Ciò che mi ha stupito dal lato fotografico è stata la bellezza del tramonto, dei tramonti, che per ogni giorno mi hanno tenuto con il fiato sospeso e gli occhi spalancati. Un sole di dimensioni abbondanti che non avevo mai visto. Banchi di nuvole quasi posizionate ad arte, un vero spettacolo.


Non distruggiamo la nostra terra

Dopo questi magnifici tramonti si va a nanna per svegliarsi di nuovo nella nostra vita normale, altrettanto ricca e bella, con la proposta di tornarci, prima o poi. Insomma che dire se non che la Thailandia è una terra senz'altro da visitare e probabilmente RIvisitare...