Biografia

Roma, 1965

 

Mi ha sempre emozionato il reportage, in tutte le sue forme: non a caso trovo nel National Geographic Magazine la sua massima espressione. Sin da piccolo avvertivo la necessità di catturare in qualche modo la realtà circostante, consapevole che ogni esperienza che vivevo, piccola o grande che fosse, sarebbe stata irripetibile. Ho scattato le mie prime foto negli anni ’70 con una vecchia Comet di mio padre; ricordo poi la Polaroid e le compatte che hanno “accompagnato” la mia adolescenza. Quindi, dopo un po’ di scuola con una reflex Yashica, negli anni ’80 sono passato definitivamente al meraviglioso sistema Nikon. Attualmente fotografo soprattutto in ambito accademico, ecclesiastico e musicale, ma posso dire di aver fotografato davvero un po’ di tutto negli anni. Eppure, quella voglia di catturare la realtà che avvertivo da bambino, è viva in me oggi più che mai. Il reportage più emozionante? Senza dubbio quello girato in sala parto quando mia figlia è venuta al mondo!

Nella galleria, oltre ad alcuni scatti recenti, trovano posto anche alcune immagini risalenti agli anni ''90.

Mi piace riportare questa citazione di Henri Cartier-Bresson:

Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento”