Apri ogni gabbia

"Apri ogni gabbia" è una breve sintesi di immagini di alcune manifestazioni contro la vivisezione che ho seguito in questi anni, documentandole con video e fotografie. 

Già Gandhi aveva definito la vivisezione come «il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo», e questa pratica va avanti immutata dopo tanti anni a causa di un’inerzia culturale, sostenuta da interessi economici forti che impongono in maniera dogmatica la vivisezione come una necessità per il progresso scientifico. 

Per approfondire 1

Per approfondire 2

Da Gandhi in poi si sono moltiplicate le voci di dissenso nei confronti della vivisezione ed è nato negli anni settanta un movimento per i diritti degli animali guidato da importanti filosofi, come lo statunitense Tom Regan e l’australiano Peter Singer, i quali ritengono che gli animali, essendo esseri viventi e senzienti, possiedano diritti come quelli dell’uomo alla vita, al benessere e ad un equo trattamento che sia rispettoso delle loro caratteristiche etologiche. In virtù di queste considerazioni la vivisezione dovrebbe essere abolita poiché viola tutti questi diritti. Inoltre si presta a qualsiasi forma d’abuso e sadismo. Chi può dimenticare le immagini dell’équipe del professor Gennarelli che spaccava a martellate il cranio delle scimmie ? E per questo tipo di ricerche aveva ottenuto negli USA, in pochi anni, finanziamenti pubblici che ammontavano a diversi milioni di dollari. 

Video 1

La vivisezione rappresenta l’anticamera di una sperimentazione umana priva di regole. Al contrario di quanto affermano alcuni ricercatori, la sperimentazione sugli animali non è l'alternativa a quella umana, ma l'anticamera. Per legge bisogna sperimentare anche sugli esseri umani per ottenere la commercializzazione di un nuovo farmaco. Se la sperimentazione animale fosse efficace perché imporre anche quella sugli esseri umani? 

Video 2

Gli animali vengono trattati alla stregua di oggetti. La filosofia dei vivisettori è che il fine giustifica i mezzi, ossia, la sofferenza degli animali è giustificata dalla loro presunta utilità (indimostrabile) per il progresso scientifico. La vivisezione non pone alcun limite etico alla ricerca. Spesso i vivisettori affermano che proibire i loro esperimenti vorrebbe dire limitare la ricerca e questo sarebbe intollerabile. In realtà in campo scientifico una limitazione etica è sempre esistita: chi sarebbe d’accordo a vivisezionare un bambino anche se ciò fosse utile per il progresso scientifico? 

Video 3

Da un punto di vista scientifico la vivisezione, risultato di una visione meccanicista dell’essere vivente che interpreta l’animale come una macchina e trascura la complessità dei sistemi biologici, si basa su un presupposto errato: che i dati ottenuti sperimentando su di una specie possano essere utilizzati come base per valutazioni su specie differenti. È ben noto ormai che questa estrapolazione non è possibile, perché le specie animali sono differenti dagli esseri umani, come pure tra loro: nella genetica, nel metabolismo, nell’anatomia, nella fisiologia, nell’immunologia, eccetera. Ogni specie reagisce alle sostanze in maniera diversa.

Video 4

Un numero sempre crescente di medici non accetta più la validità della vivisezione come principio indiscutibile e considera antiscientifici gli esperimenti sugli animali. Questi esperimenti non portano ad alcuna reale conoscenza sugli effetti di un’eventuale sostanza da provare (come ad esempio un farmaco), perché animali di specie diverse, come pure di razze diverse o addirittura di ceppi della stessa specie, rispondono in modo diverso a un dato stimolo. E, dunque, se il risultato ottenuto sul topo è diverso da quello ottenuto sul gatto, diverso da quello ottenuto sul cane e anche da quello ottenuto sul ratto, a chi assomiglierà di più l’uomo: al topo, al gatto, al cane o al ratto? La risposta non si può sapere a priori. Solo dopo avere sperimentato sull’essere umano si scoprirà, volta per volta, a quale specie e razza egli assomigli di più in quel particolare caso. Ma un metodo di ricerca che fornisce dati a posteriori non è scientifico!

Video 5

In base a queste considerazioni si può affermare che la vivisezione è addirittura dannosa per l’uomo, per due ragioni principali: si sperimentano direttamente sull’essere umano sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (poiché il risultato della sperimentazione sugli animali non è in alcun modo predittivo per le persone) e si corre il rischio di scartare sostanze che potrebbero essere invece di grande aiuto, per il solo fatto che su di una particolare specie animale sono risultate tossiche.
 

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Per quale ragione, allora, si sperimenta ancora sugli animali? Si fa in grande parte per favorire le carriere universitarie, basate sul numero di pubblicazioni prodotte, essendo gli esperimenti sugli animali (non importa se già effettuati molte volte) la via più facile e veloce. Inoltre, la vivisezione costituisce per le industrie una sicura tutela giuridica per ogni eventuale contenzioso. Infatti consente l’incertezza della prova, fornendo ai produttori un alibi sempre pronto. Le industrie possono così dare inizio con maggiore disinvoltura alle prove cliniche sull’essere umano e addirittura permettersi di giustificare i disastri farmacologici (vedi Lipobay o Vioxx, per citare solo due dei più recenti) adducendo il fatto che la sperimentazione sull’animale ha comunque un margine di errore. Così alle industrie non sarà addebitata alcuna responsabilità civile.

Video 7