Caruggi genovesi

Caruggi genovesi

 

I Caruggi genovesi

 

“Chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare”. Il consiglio non è di una guida turistica qualunque, ma di Ivano Fossati, uno dei più celebri cantautori della “Superba”.

Il centro storico genovese è il massimo esempio in Europa e nel Mediterraneo di città medievale conservata pressoché integralmente.

Nella toponomastica ufficiale il vocabolo caruggio è tradotto con vicolo. Distinta dal caruggio, ma adesso accomunata dalle anguste proporzioni, è la crosa, o meglio la creuza, mulattiera o scalinata o ancora piccola salita che dalle alture scende ripidamente a valle; se situata nei pressi del mare.

La creuza diventa una creuza de ma, ovvero un vicolo di mare, così come è stata cantata da Fabrizio de Andrè, il popolare cantautore genovese  che ha avuto occasione di dedicare alcune canzoni proprio al cuore popolare della sua città.

Oggi i caruggi, arroccati e ruvidi, hanno molte ferite aperte: cantieri fatiscenti, microcriminalità, attività commerciali storiche che scompaiono, sporcizia e degrado. Nonostante ciò, questo dedalo di vie, apparentemente senza uscita, lascia ancora spazio a occhi attenti al piacere di assaporare le sfumature di vita che un tempo facevano parte della città che ha visto partire i nostri nonni per “Lamerica”. E oggi, l’arrivo di nuova gente che cambierà il nostro futuro.