NAVIGANDO PER BARI - L'uomo: storia molteplice di una città

Premessa

Con il reportage che sto per mostrarti, ho intenzione di andare oltre e superare un po’ gli schemi e le regole classiche che caratterizzano questo stile, in modo da farti osservare, conoscere, incuriosire e vivere Bari non attraverso piazze, edifici, chiese, luoghi dei quali la città è ricca e piena di storia, bensì rendendo protagonista attivo di questo racconto l’uomo “barese” attraverso il suo sguardo, il suo sorriso, la sua complicità, le sue azioni, la sua gioia e la sua solitudine, principali attori che si avvicendano sul palcoscenico quotidiano di questa realtà molteplice.

Per il reportage completo: http://photema.altervista.org

Da sempre è esistito un rapporto forte e profondo che lega l’uomo e il mare ….. questo specchio d’acqua infinito, dove lo sguardo si perde all’orizzonte, lo ha incuriosito ed affascinato così tanto che con la sua immaginazione, ha nutrito sogni e speranze affidandosi al dolce suono e al lento dondolio di quelle soffici onde.

La storia che ti racconto parte proprio da questo rapporto che caratterizza il “barese” e il “suo” mare che fin dall’antichità, giorno dopo giorno, continua ad essere fonte di storia, di intrecci, di vita e di piacere per gli abitanti di Bari.

Passeggiando per la città, durante una giornata di sole, non sarà difficile imbatterti in un bambino che sperimenta e si appassiona, anche con mezzi di fortuna, all’hobby/lavoro della pesca ponendo le fondamenta di quella relazione che lo accompagnerà per tutta la vita.


Ma che significato ha il mare per Bari? Il mare è per i “baresi” qualcosa che va aldilà del semplice gesto di gettare e raccogliere le reti a bordo, se dovessi racchiudere in un pensiero questo legame direi che il “barese” nasce esclusivamente per il mare, viene plasmato da esso, infatti il “barese” è per eccellenza un navigatore un po’ atipico, che desidera sempre ritornare nei “suoi” luoghi e che con difficoltà si allontana o abbandona il proprio molo.

"Navigando" per le strade, in prossimità del mare, rilassati e lascia che quell’istante, con tutto ciò che ti circonda, ti “rapisca” ….. scoprirai con curiosità quant’è bello incontrare personaggi “aperti”, che hanno voglia e piacere di farsi conoscere e mostrarsi  all’obbiettivo senza particolari timori o imbarazzi,

rendendoti partecipe di quel momento vissuto e, a volte, invitandoti con gentilezza ad assaggiare le prelibatezze appena pescate,


concedendosi di posare per te come veri e propri modelli in un momento di serena, tranquilla e spensierata pausa. 

“Perdersi” per le strade di Bari è un’avventura affascinante, in qualsiasi direzione tu stia guardando troverai sicuramente qualcosa che attiri la tua attenzione; 


anche un bambino che, solo, si prende cura di suo fratello, tra le mura della città vecchia, trasmette una sensazione particolare, quasi di velata tristezza che soltanto i suoi occhi riescono ad esprimere e comunicare silenziosamente. 

La città vecchia .…. tra i suoi vicoli è piacevole viaggiare senza avere una meta, senza una direzione precisa facendosi con molta naturalezza trasportare dagli odori ,dalle tradizioni, dagli sguardi, dai suoni e dai silenzi ….. dagli uomini 


e da tutte quelle storie di vita che arricchiscono queste viuzze rendendole uniche e irripetibili in quel dato momento storico.

Uno degli aspetti più caratteristici di Bari e dei “baresi”è quello di riuscire a sorprenderti sempre, è come se venissi catapultato in un'altra dimensione, in un altro tempo, fino a sentirti veramente “fuori” dal mondo, presente in un’altra realtà …..


infatti una particolarità del “barese” è senza alcun dubbio il suo spirito, i suoi modi, quasi sempre molto grossolani, il farti sentire accolto anche semplicemente guardandoti o sorridendoti;

è confortante quando camminando per strada riesci ad entrare in relazione con qualcuno, non per forza attraverso il dialogo ….. ciò che ne nasce è spesso un gradevole sorriso spontaneo che con molta naturalezza ti verrà di ricambiare.


Mentre ti giri intorno, può capitare che il tuo sguardo si soffermi su un personaggio particolare che indossa una t-shirt con su una scritta del genere: “Welcome to my world”, perché, secondo me, quello che ti viene alla mente, almeno quello che a me è venuto, è “io ti faccio entrare, ti faccio vedere, chi sono, come sono, da dove vengo, cosa faccio, perché sto qui”, spesso in maniera molto familiare e a volte anche un po’ colorita.

Continuando la passeggiata non ti sarà molto difficile notare chi, con molta dignità, molta tristezza e solitudine “vive” agli angoli delle strade …..


abbandonato per terra, messo ai margini di questa città cieca, forse perché umile o perché occupa poco spazio rimanendo in silenzio senza dare fastidio e senza pretendere nulla, così da passare inosservato fino a diventare un fantasma, quasi a scomparire dimenticandosi che anche lui è una storia, ricco di esperienze, di vissuti, di emozioni, di gioie e di delusioni …..

Anno 1087 d.C., 62 marinai trafugano le reliquie di san Nicola a Myra trasportandole via mare a Bari ….. senza avere la pretesa di raccontare tutta la storia, “grazie” a quel gesto oggi Bari è il ponte socio-culturale tra oriente e occidente, infatti la città, per mezzo del suo porto, è meta ogni anno di “stranieri”; ricordo nel 1991 lo sbarco della nave mercantile Vlora con circa 20000 albanesi a bordo, provenienti soprattutto dall’est europeo, una mescolanza multietnica di razze diverse che popola questa città, che si sta integrando con difficoltà e che, ogni giorno, deve lottare continuamente per trovarsi un posto, una propria collocazione che gli permetta di vivere dignitosamente, ma che comunque e a prescindere si ha piacere di incontrare lungo le strade.


Ancora una volta il mare, che fa di una città il ponte, veicolo di sogni e di speranze per quelli che sono arrivati e che arriveranno, di coloro che seduti, con le gambe a penzoloni e con lo sguardo rivolto in avanti, sono in attesa di un cambiamento che sembra non arrivare

o che forse è già qui, dietro la spontaneità, lo stupore, l’innocenza e la freschezza di un bambino, segno che in fondo il cambiamento ci appartiene, che è dentro ognuno di noi, basta solo saperlo cercare e avere il coraggio di esprimerlo.