Quelchesono

Fotograficamente parlando sono nato poco più di trent'anni fa, una delle prime volte che mi azzardai a prendere dalla scrivania, dove mio padre gelosamente la custodiva, la sua Voigtlander Vitoret LS.

Ricordo ancora il profumo di pelle della custodia, gli scatti metallici delle ghiere sull'obiettivo, la levetta dell'esposimetro nel mirino, il suono che fece per la mia prima nebulosa foto.

La prima vera macchina foografica mia fu la Nikon F601M. La comprai in società con il mio fratello minore, Fabrizio, dopo aver lavato piatti per un buon pezzo d'estate così da poter mettere insieme quel milione di lire e  un altro soldo che il nostro sogno costava. Comprammo la M, rinunciando a qualche automatismo, per avere subito con la macchina due obiettivi, il Nikon 50 f1.8 e lo zoom Vivitar 70-210 macro... WOW...

Da allora, quante foto sono state scattate. Con l'avvento del digitale mi presi una pausa, la nuova tecnologia non mi entusiasmava e per chi resisteva divenne sempre più difficile far sviluppare le proprie pellicole o le proprie DIA in maniera decente, soprattutto dopo che per lavoro mi ero dovuto trasferire, rinunciando così all'attrezzata camera oscura che, sempre con Fabrizio, avevamo pian piano installato progressivamente occupando la mandarda della casa dei miei genitori.

Vennero allora anni di sole foto ricordo, scattate con una compatta il cui unico vero pregio era l'obiettivo Carl Zeiss 50 f1.4 che la precedeva, ma che si poteva ben rovinare con uno zoom digitale unovirgolaqualcosaper che faceva precipitare la risoluzione del sensore a quattro slavati pixel in guerra tra loro.

La passione per la fotografia rimase viva attraverso Fabrizio, il suo diventare giornalista, le sue foto pubblicate, prima lo sport e poi la cronaca, la politica, l'impegno sociale. E ora, ora che Fabrizio non c'è più, ho solo nostalgia di quei giorni, dell'orgoglio con cui mi mostrava le sue nuove macchine, il suo ultimo obiettivo, la foto appena commissionata.

E mi sono rimaste le sue macchine e i suoi obiettivi e la voglia di scattare ancora. Per me e anche per lui...