Biografia

Impresa ardua descrivere se stessi se non si vuole essere, o non si è, superficiali. Per alcuni basterebbero due parole sull’aspetto fisico o sulle caratteristiche principali del proprio carattere che poi, guarda caso, sono le stesse per tutti. Le persone pensano di essere simpatiche e sincere, educate ed oneste, magari anche intelligenti.

Poche volte, ho trovato una coerenza tra la loro autovalutazione e la mia opinione. Forse perché nel descrivere se stessi non c'è tutta questa obiettività e sincerità che si decanta: io non mi limiterò a questo. Mi reputo molto curioso, perfezionista e razionale, credo nel principio per il quale “tutto è relativo”, non c’è la giustizia, perché di per sé il concetto di giustizia è un concetto relativo, come la bellezza, la verità, la felicità.

Sono un chiacchierone, mi piace scherzare in compagnia e cantare sotto la doccia (a chi non piace), credo sempre nella buona fede delle persone, che se poi non dovessero dimostrare di meritare la mia stima, vengono cancellate. Queste sono caratteristiche che possono rendermi agli occhi degli altri una persona simpatica o antipatica, e gli altri possono o meno apprezzarlo. Non comprendo chi si ferma all’apparenza, chi si adegua mollamente alle mode e tendenze del momento, chi ha bisogno di farsi del male per credere di essere felice; mi piace scrutare dentro alle persone, vedere cosa c’è oltre.

Ho quella sete di conoscenza che mi obbliga ad informarmi su ogni cosa, dall'andamento delle maree, a come si riproducono le patate; devo comprendere il funzionamento di ogni cosa che mi trovo davanti, e se possibile, ottimizzarlo. Sono liberale, ho il mio modo di vedere le cose, e ritengo che ognuno debba essere libero di pensare, dire e comportarsi come meglio crede, fintanto che tali pensieri, parole ed azioni non vanno a ledere la libertà altrui.

Amo essere me stesso, e non riesco a fingere. Amo tutto ciò che è autentico, le persone vere, che sono oneste con te per il semplice fatto che lo sono, non perchè gli servi o ti temono. Sono un cultore delle cose belle, curate nei particolari, che possono essere gli occhi di una ragazza, piuttosto che un cavatappi o un cielo stellato. Tale amore mi spinge ad appassionarmi alla fotografia, dove inizio un percorso senza meta precisa: mi piace fotografare persone, oppure i riflessi di una goccia di rugiada ghiacciata sopra una foglia di salvia in giardino. Ultimamente mi sono appassionato alla ritrattistica, prediligendo quella spontanea, quasi rubata.

Il mio scopo è cercare di cogliere un’emozione che va oltre la lente dell'obiettivo, uno sguardo che trasmette qualcosa di chi si sta fotografando e lo comunica a chi guarda la foto. Sono per il bianco e nero, in quanto ritengo che a volte il colore induce distrazione. E’ tutto: ognuno potrà trarre le proprie conclusioni conoscendomi o semplicemente guardando i miei scatti.