Biografia

Nato a Taranto il 24 febbraio 1967.

Questa magnifica ed anche (povero me) dispendiosa passione cominciò negli anni '80, allorchè mi fu regalata una Yashica FX3 super 2000, reflex totalmente manuale e priva di qualsiasi automatismo, che aveva solo tre led indicanti la sovra/sotto/corretta esposizione, all'interno del mirino (un vero concentrato di tecnologia!!!). 

Abituato alle compatte "inquadra e scatta" (al resto pensa la fotocamera), la mia Yashica, agli inizi, mi risultò un po' antipatica... Troppe regolazioni da fare prima dello scatto! Ma fu proprio allora che esplose la voglia di imparare a fotografare e di dominare quell'ostico oggetto ricevuto in regalo.

Ampliai le mie conoscenze tecniche e, di pari passo, il mio corredo, con un flash Metz e due zoom economici, un 80-200 Soligor ed un 28-80 Mitakon... (la mia condizione di studente non mi consentiva grandi spese).

Nella seconda metà degli anni '90, compio il grande passo verso l'ormai collaudato e consolidato "autofocus", attraverso la gamma di ottime fotocamere Minolta: Dynax 500si, Dynax 800si, Dynax 9, Dynax 7, corredate di due flash (sempre Minolta) modello 5400hs e 3500xi, ed un vasto parco ottiche (tutte luminose) Minolta e Sigma. Inutile dire che non poteva mancare un solido treppiedi Manfrotto (mod. 055 C) e tutta una serie di accessori (talvolta anche inutili), che i rivenditori rifilano ben volentieri a noi "malati di fotografia".

A partire dal 1998 esplose la passione per il bianconero e per la camera oscura, che fu ottimamente allestita nel sottotetto della casa in cui abitavo, con un primo ingranditore Durst con ottica Rodenstock per il formato 35mm, ed in seguito, un secondo ingranditore Meopta con ottica Schneider per il formato 6x6... Si proprio così, spinto dalla ricerca della qualità e dalla voglia di ingrandimento, nel frattempo mi ero lanciato nel medio formato (cara vecchia pellicola...) con Zenza Bronica ETRsi (4,5x6) accessoriata di pentaprisma esposimetrico e tre ottiche (grandangolo, normale e mediotele da ritratto) e Zenza Bronica SQai (6x6) con mirino "a pozzetto" e tre ottiche (grandangolo, normale e mediotele da ritratto) alle quali si sposavano due ottimi flash Metz "a torcia".

Fra il 1999 ed il 2003 ci prendevo così "tanto gusto", da cominciare a collaborare, saltuariamente, con un paio di testate giornalistiche e vari fotografi professionisti della mia zona e, come se non bastasse, cominciavo ad esplorare il mondo del digitale, armato di scanner per pellicole Minolta Dimage Scan Multi e Photoshop.

Purtroppo (ebbene si, spesso ci sono i "purtroppo") nel 2004, una serie di eventi mi costrinse a dover abbandonare la mia amata camera oscura e ad allontanarmi dall'esercizio della mia passione, causando la perdita di un grande archivio di immagini (negativi e diapositive) e portandomi a dismettere gradualmente l'intera attrezzatura realizzata nel corso degli anni.

Ma le vere passioni, questo è risaputo, non muoiono... Si assopiscono per un po', per poi risvegliarsi!... Ed ecco, nel 2008, la "RINASCITA DIGITALE"...

Corredo Nikon: corpo macchina D300 con grip MB D-10, corpo macchina D800 con grip MB D12, flash SB900, ottiche Nikkor 70-300mm VR II f 4.5-5.6, 16-85mm VR II f 3.5-5.6, 24-120 VR II f 4 e 50mm f 1.4, ottiche SIGMA 12-24mm f 4.5-5.6 e 70-200 f 2.8 stabilizzato, il tutto affiancato dalle poche cose rimastemi del precedente corredo (treppiedi e monopiede Manfrotto più esposimetro Sekonic)...

Ma, come in ogni corredo fotografico che si rispetti, non manca la voglia di "fotografare", di trascrivere con la luce, su un sensore RGB oppure su una pellicola, quelle "emozioni" e quelle "sensazioni" che si provano al momento del "click", con la speranza di riuscire a trasmetterle ed a renderle apprezzabili a tutti coloro che guarderanno, su carta o su monitor,  le nostre immagini.

Un caloroso "grazie" a Te che hai letto queste righe e che ti accingi a guardare (e spero apprezzare) le mie immagini.

 

                                                                                                                                                                                                              Massimo Carone