IL NULLA, SOLO L'ABBANDONO

La vita, la sventura, l'isolamento, l'abbandono,

la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi,

eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri.

Victor Hugo, I miserabili, 1862

 

 

Durante i miei tragitti in auto mi ritrovo sempre a girarmi colpito dalla bellezza di un rudere in mezzo alla campagna, è come se il passaggio del tempo, sottolineato dalle costruzioni fatiscenti, mi debba essere di monito per il nostro futuro.

In questo momento storico mi sembra irrinunciabile dover guardare indietro nella nostra storia, per cercare di trovare il perché.

Come scrive Serge Latouche in la scommessa della decrescita1:

 

“(…)Bisogna ripensare la società inventando un'altra logica sociale. Ma qui si pone la questione più difficile: come costruire una società sostenibile, in particolare nel Sud del mondo?

Bisogna quindi esplicitare i diversi momenti per poter raggiungere questo obiettivo: cambiare valori e concetti, mutare le strutture, rilocalizzare l'economia e la vita, rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti, rispondere alla sfida dei paesi del Sud. Infine, bisogna garantire tramite misure appropriate la transizione dal nostro modello incentrato sulla crescita a una Società della decrescita. Tutti temi questi che già a vario titolo compaiono nell'agenda politica di molti paesi europei, tra cui la Francia e la Germania, e che anche in Italia cominciano a definirsi in un tutto organico.”

 

Questo mio lavoro è una ricerca di luoghi che sembrano incontaminati ed ancora vergini se non fosse per la presenza di ruderi che l’uomo ha abbandonato nella speranza, lasciando queste costruzioni, di migliorare uno stile di vita per sé e per la sua famiglia.

In queste immagini mi sembra di rivedere il vero risultato dell’uomo contemporaneo, che ha distrutto tutto quello che poteva distruggere negli ultimi cinquant’anni ed è rimasto senza nulla tranne il suo abbandono.

 

Note

1.               Serge Latouche, La scomessa della decrescita, G. Feltrinelli Editore, Milano, 2009.