Fotopercorso

Nato a Pisa nel 1951, mi sono avvicinato alla fotografia nel 1969 (Era analogica, rigorosamente bianco e nero) grazie ad una ricerca fotografica sulle chiese pisane, dettata dal Professor Emilio Tolaini, famoso storico dell'Arte ed allora mio insegnante presso l’Istituto d’Arte di Pisa. Ben presto la passione e la tecnica (camera oscura) hanno preso il sopravvento sulla fotografia di ricerca scolastica,  nonostante i monumenti pisani siano ancora attuali fonti d'ispirazione, fino al raggiungimento dell’intento creativo durante un corso di fotografia ad indirizzo pubblicitario, presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze, tenuto da Aldo Fallai, uno dei più importanti nomi della foto di moda.

Più tardi, dopo essermi iscritto alla facoltà di architettura (dove l'impiego dello strumento fotografico si rivelerà fondamentale per gli esecutivi d'esame) ho iniziato a collaborare con lo studio CGF e successivamente con l'agenzia SINTESI per quanto riguarda la fotografia commerciale e pubblicitaria,  lavorando con medio formato e banco ottico, sviluppando parallelamente anche esperienze di stampa colore Cibachrome e tecnica serigrafica.

Dopo aver partecipato con esito positivo ad alcuni concorsi nazionali (La vela d’Oro, Marina di Pisa - Il Telegrafo, quotidiano di Pisa e Livorno - Concorso Nazionale Artiglieria C/A durante la ferma militare) ho preferito in seguito proseguire nell’intento creativo solo a livello personale, senza vincoli tematici e canonici particolari, sopratutto senza costruire la fotografia in fase di ripresa (almeno al di fuori del lavoro). Ho preferito quasi sempre rivisitarla in post-produzione, sopratutto dopo l’avvento del digitale, fondendo tecniche di fotoritocco e correzione cromatica acquisite negli anni di attività professionale (ho una  mia azienda di grafica e cartellonistica) grazie anche alla conoscenza dei concetti di stampa a colori.

Non posso dire di prediligere particolarmente un argomento fotografico rispetto ad un altro perchè sono affascinato dalla fotografia in tutti i suoi magici aspetti. In generale, personalmente, ritengo che anche foto apparentemente poco significative e accademicamente criticabili siano comunque tessere di un mosaico importante per la storia e l'espressività dell’autore, sebbene in certi casi solo quest'ultimo avrà potuto percepire la valenza dell'attimo fuggente appena fermato.