Il Gange

Il Gange

Descrivere il Gange, cosa rappresenta per la religione induista, non e’ semplice.
Bisogna camminare sulla sua riva per tentare di comprendere cosa significhi per loro, per toccare con mano la “devozione” dei fedeli nei confronti di questo fiume.

E’ qualcosa alla quale di certo non siamo abituati, nella religione cattolica di base la purificazione dei peccati avviene prima in chiesa con la confessione poi attraverso la penitenza, ma rimane qualcosa legato alla singola persona e quindi tendenzialmente meno visibile.

Qui no, e’ plateale…. un enorme atto di purificazione, che parte prima del sorgere del sole e termina la sera tardi , un quantitativo enorme di persone che si immerge in questo fiume, ricchi, poveri, famiglie intere o singole persone, giovani e anziani.

 


Una serie di rituali che si ripetono incessantemente sui Ghat (le scalinate sul fiume) a cui si assiste affascinati ed in qualche modo emozionati.

Chi con una paura enorme dell’acqua si immerge comunque nel fiume, chi con fatica fisica raccoglie l’acqua per poi riversarla sempre nel fiume, chi affida alla corrente cestelli con fiori e candele, chi semplicemente prega o si bagna con l’acqua la faccia.

Ogni sera poi una cerimonia raccoglie intorno alla riva un “fiume” di persone che canta le lodi della dea Ganga, e qui puoi toccare con mano la loro emozione che coinvolge anche te spettatore.

Nessuno si sconvolge della presenza dello straniero anzi la seconda domanda dopo aver chiesto da quale parte del mondo arrivi e’ se hai fatto il bagno nel gange.

Varanasi ed Hardiwar due luoghi sacri, il primo deputato alla fine della vita per gli induisti il secondo invece all’opposto. Nel primo più’ comodo da raggiungere incontri turisti di ogni parte, nel secondo invece li conti sulle dita di una mano quindi forse piu' reale.

 


E’ un mondo diverso dal nostro in tutto e per tutto, quando ti allontani dai Ghat piombi di colpo nella miseria più’ assoluta, nelle strade formicaio l’odore del latte acido e delle spezie si mischia a quello degli escrementi dei cani delle mucche che circolano indisturbate da ogni parte, qualsiasi muro o angolo diventa un vespasiano. Persone su moto e motorini che suonano come dei forsennati passano a palla in queste micro stradine.
 


Donne dall’età imprecisata con in braccio bambini ti chiedono twenty rupies per un poco di latte, negozi approssimativi vendono di tutto,ogni due metri cibo di ogni genere cotto crudo,ti viene in mente la moda dello street food che imperversa nel vecchio continente , mii qui e’ vero street food nel senso che l’ingrediente principale e’ la polvere delle street, il nostro stomaco probabilmente non riuscirebbe a digerere nulla di tutto questo e finireste all’istante in bagno a riempirti di dissenten.
Qui il fascino del Gange va’ a farsi benedire e’ un universo parallelo che ti emoziona esattamente nel senso contrario.