NICOLETTACERASOMMA.it

Cryptic Venus

The main characters and subjects of this project are women from Lucca, feminine figure that shaped their lives based on their will. Doing so, they deprived themselves of their own identity in order to become symbolic icons, the reflection of the society they lived in.

What I want to represent in my pictures is their stories and plumb the depth of their legacy that still affects our cultural heritage. For this reason, through a sharp selection of objects, I recall the cultural contest they lived in and, at the same time, and emphasize their contribution to the creation of Lucca’ social and cultural context and local community identity.

Although some of these characters are based on real people who really did exist, the mystery and the unknown which surround them let public link them to an imaginary world, made up of ancestral fears and archetypes.

Starting from the idea of community, intended as the set of stories, symbols, rituals that identify it, this project aims to dig the stereotypes and their emblematic function, seeking especially the deepest fears men have to face during their lives and the necessity of belonging to the Community. This is an introspective project focused on men’s worries such as solitude, suffering, incomprehension, detachment. This feelings floor the human being, unarmed and defenseless facing loss and confusion.

Cryptic Venus

Mind PoP

My project aim to dig the loneliness and difficulties of being in a relationship, mostly when the relationship is essentially at an endpoint. Like all my latest works, I investigate the dynamic of relationship from the woman point of view, through a deep paradoxical combination of objects, colors and settings, with the function of recalling, like a dream, the happiest days spent together. While the man is represented as distant and unconcerned, the woman suffers in silence in front of this failure: the hardest part for her is admitting that their love is over. The burden she bears, like a suitcase full of happy memories, prevents her to leave. She stays, hidden by a surface of normality, where everything appears vital, full of life, energy and joy. The staging I chose is made of real settings, such as the intimacy of an house and also an urban contest. What the staging actually represents is the portrayal of her emotion, an escape from the truth: her love and passion are dead. She leads us through her memories, she wants to convince the observer nothing has changed. Effectively the only one she can convince is her man who, consciously and silently, pretends not to see. 

MindPoP

Il giardino dei Viaggi Sussurrati

Il bosco, la spiaggia, il paesaggio urbano sono luoghi non luoghi, presenti eppure altri, resi reali, o meglio spinti quasi limite dell'irrealtà, dalla forza del ricordo della protagonista. Lei é effige più che corpo, icona imprestata alla messa in scena del suo stesso immaginario: é essa stessa oggetto del suo teatro dei ricordi.La luce, gli oggetti scelti per la rappresentazione, incarnano il suo universo interiore; un campionario di emozioni che si oggettiva ed emerge con la concretezza di colori e forme. Un cosmo bloccato, cristallizzato, assurto a simbolo.

La storia é quella di un amore finito.

Entriamo in un bosco bagnato di luce chiara, che é insieme prossimo e atemporale, vicino e distante ed é la stessa protagonista ad accompagnarci nel viaggio onirico del suo vissuto. Valigia in mano, di spalle, ci  invita ad osservare il suo amore non più corrisposto, l'ineluttabilità degli eventi, le sensazioni provate di vuoto e rifiuto. Appare accostata ai simboli della dissoluzione del legame, della fragilità delle promesse, della speranza tradita. É macchina evocatrice che richiama lo spazio della propria personale temporalità, un luogo segreto, abitato da ricordi, desideri, pulsioni, stati d'animo.

Si presenta, donna fiorita, soggetto amante, in opposizione all'amato, scoperto nel volto e nell'evidenza della sua nuova aridità. Lotta, caparbia, a trattenere  qualcuno che é deciso ad andare e a portarle via qualcosa, forse tutto. Scopre e abita i sentimenti della distanza, della privazione, della solitudine, della malinconia; rivive un sogno esotico di felicità vissuta o solo immaginata, forse sperata. É, infine, protagonista agita, spettatrice impotente di eventi che si compiono al di fuori della sua volontà. Sarà, in definitiva  donna che, nonostante tutto, trionfa revanscisticamente su se stessa. Anche nella circostanza più estrema di prostrazione, di negazione della sua identità, quando l'abbandono sembra il più reale degli eventi narrati, non avrà mai rinunciato a se stessa essendosi invece riaffermata in ogni scatto, con una forza che é promessa vitale e prefigurazione di una vicina  vittoria.

Il giardino dei viaggi sussurrati

Il cerchio della Luna

Le parole perdono la loro impronta e si allungano tra le trame sparse di una tela leggera. L'estraneita' del ricordo, di un' immagine che non ci appartiene più, di un giorno buio che ancora si dibatte facendo tremare certezze ed ideali.

Niente appare come vero. Siamo spettatori di un mondo diverso, in un tempo fragile e stanco. Dubbi e inganni, pregiudizi ed ipocrisie tendono la loro rete invisibile. Il passo si fa incerto. La mente avverte una vertigine.

La verità si cela dietro veli, nel fitto di un bosco di apparenze.

Il Cerchio della Luna

La domanda segreta

Un indirizzo pubblico. Il retrobottega di una drogheria, lo sgabuzzino di un barbiere. Un bar segreto.
Un' altra storia: nascosta, intima, romantica, alcolica, illegale, proibita. Non ci sono regole, tranne una: speakeasy, please!

Piccole porte che celano grandi segreti. Glamour, allure e trasgressione. Tabacco. Fumo. Barbe lunghe. Baffi a manubrio, bretelle e jigger, boa, piume, leggerezza.

Bocche ed unghie laccate di rosso. Vanto. Femminilità e Androginia. Lustro, lustrini.

Vetro che si colora di miscugli vari corretti con alcool scadente. Melassa. Candele. Ombre.

Anticonformismo. Occhi aperti. Bocche chiuse. Una sola condizione per entrare: rispondere alla domanda di ingresso. Bene ma soprattutto ... sottovoce. SShhhh!

la domanda segreta