Chi sono

 

Storia di una passione.

La prima foto l’ho scattata con una gloriosa Rolleiflex biottica all’età di tre anni: ancora troppo giovane per lasciarmi conquistare dalla passione per la fotografia e per allontanarmi dai giocattoli che, inevitabilmente, ebbero la meglio. Non si trattava, comunque, di una separazione, ma di un semplice arrivederci.
A 16 anni, infatti, dopo una parentesi con una Kodak a sviluppo istantaneo, mi ritrovo tra le mani una Canonet QL (splendida fotocamera a telemetro ed ottica 35mm fissa), di cui prendo possesso. E’ amore a prima vista. Tempi, diaframmi, sensibilità: la passione fotografica si impossessa di me in maniera definitiva. Compagna di gite e testimone di ogni evento, la Canonet diviene così la mia fedele amica per diversi anni. Sempre e comunque. Tanto da giungere ad improbabili riparazioni con il nastro adesivo pur di non privarmene.
La Nikon FM2, sottratta ogni tanto a mio fratello per placare l’astinenza, mi introduce al mondo delle reflex, rafforzando l’impagabile piacere di fotografare e “ragionare” in maniera rigorosamente manuale.

La “mia” prima reflex l’acquisto, però, solo diverso tempo dopo, grazie ai primi risparmi lavorativi: una Nikon F65 con annessa ottica in kit.
Da allora è stata una continua crescita - compreso la dovuta migrazione al digitale (inizialmente con una compatta, passata a miglior vita) - che ha visto passare dalle mie mani diversi corpi macchina: dalla D80 sino all’attuale full frame, senza trascurare la discrezione delle mirrorless.

Oggi, tra reali necessità ed acquisti compulsivi, grazie anche ad una intensa attività di compere e vendite degna di un commerciante navigato, possiedo un parco ottiche professionali di tutto rispetto, targate rigorosamente Nikon.
Il problema è trovare il tempo di utilizzarle come si deve...

 

La mia filosofia di scatto.

Talvolta, osservo le mie foto: un racconto per immagini cui partecipano la mia terra, la mia famiglia, il mio mondo. Non di rado, ho l’impressione che esse, più che rappresentare la realtà osservata in un dato istante, descrivano invece me stesso, il mio carattere, il mio personale modo di osservare ed interpretare ciò che mi circonda.

Se non mi ostinassi a non invadere la sfera privata altrui, mi sarei dedicato al reportage, genere che adoro. Prevale invece la foto paesaggistica, cercando di non essere mai banale e provando ad andare oltre l’abusato effetto cartolina. Di ciò sono grato alla terra in cui vivo che, fortunatamente, è ricca di emozioni e suggestioni visive.

Da interprete ortodosso di una concezione fotografica essenziale, sono però molto restio agli interventi in postproduzione, specie se non essenziali, convinto assertore che una buona foto debba già nascere al momento dello scatto, magari avvalendosi solo della luce ambiente.