About

Nato a Firenze, ho studiato pochissima ingegneria e molta architettura. Nel 1989 ho capito che quello che volevo fare era fotografia. Due anni allo IED di Roma hanno dato rapidamente risultati: nel 1991 mi hanno chiesto di insegnare e da allora non ho mai smesso. Se l'insegnamento è necessario per blandire il mio ego, fotografare l'architettura serve a soddisfare il mio desiderio di certezze: lo spazio progettato è l'ordine all'interno del quale vivere senza ansie e, possibilmente, con soddisfazione estetica una parte della mia esistenza. Per pulire occhi e mente, digressioni paesaggistiche, meglio se in luoghi non di pianura: uno dei miei sogni sarebbe quello di aggirarsi per verdi ondulazioni anglosassoni con un piccolo gruppo di discepoli pazienti e devoti. Da anni tento di ambientarmi a Milano, dalla quale resto separato per manifesta inclinazione al tempo libero e gratuito. Ho scritto alcuni libri di teoria fotografica; la mia specialità era la sopravvalutazione dell'importanza dell'apparecchio a banco ottico nel tempo digitale. Negli ultimi anni ho capito che vado d'accordissimo con i sensori e parlo e scrivo di questi ovunque me ne sia data la possibilità.