La cantina del nonno

Le mani

Le mani del nonno sono tozze e ruvide, rigate da mille trucioli, usurate da anni di duro lavoro a contatto con il gelido ferro che si trova nei pilastri e che fanno da scheletro ai palazzi in costruzione.

Una vita da operaio ferraiolo e carpentiere, intrecciando tondini di metallo e legandoli insieme con la sola forza delle mani. Le stesse mani che hanno accarezzato bambini e stretto altre mani in segno di rispetto, di riconoscenza e di saluto.

Queste mani si sono appoggiate sulle spalle di giovani e anziani incoraggiando animi insicuri e timorosi.

 


Scintille

La cantina del nonno è un sorta di officina-deposito e magazzino, qui ci sitrova di tutto. Una ferramenta in miniatura che raggruppa cavi di ogni genere e viti con svariati filetti, bulloni e rondelle recuperate da vecchi elettrodomestici. 

Taniche, sgabelli e imbuti. Scaffali con bottiglie di vino sulle quali si riflettono le scintille create dalla mola che agisce sul tubo e che sarà il nuovo manico di un vecchio ombrello portato d'urgenza in sala di rianimazione: la cantina del nonno.

Creatività

Dalla mola alla morsa. Dritti al banco di lavoro dove l'esperienza maturata negli anni aiuta a creare nuove forme. Il seghetto agisce sul metallo ridimensionandolo. Nel corridoio comune alle altre cantine si avverte l'odore di limatura di ferro, lo stridio della sega si propaga prepotentemente ripercuotendosi sui timpani di inquilini curiosi che timidamente allungano la testa attraverso l'uscio della cantina del nonno.

Qualcuno azzarda un consiglio tipo: "io lo farei così" oppure "perchè non usi la punta del 10"...

Guardo il nonno e spero che le sue mani non si appoggino sulle spalle di questi curiosi...


La punta del 10

Io sono per la socializzazione, il nonno, vecchio stampo, un pò meno, però ci tiene ai rapporti di buon vicinato.

Ebbene sì, la punta del 10 è quella che ci vuole per allargare il foro sulla nuova protesi che verrà donata all''ombrello ormai in delirio e in fin di vita e che già sognava una discarica differenziata a cinque stelle.

Un sorriso ammiccante fa capire all'intruso che per questa volta è stato d'aiuto al nonno dalle mille esperienze il quale, fatto il foro, ordina, come  in sala operatoria: "pinze!".

L'ordine nel disordine

La mia valigetta degli attrezzi si limita ad un parallelepipedo in plastica di medio formato, diciamo 40 x 15 x 15 cm? Ebbene, in questa ferramenta miniaturizzta ci sono "enne" cassettinni di plastica comprati negli anni al Mercatone Uno, ognuno con una etichetta ben visibile: "prese", "dadi", "ranelle" (ma non sono rondelle? Bho!), "punte", "Molle" (ma chi tiene le molle di varie dimensioni nel cassetto?).

Alcuni tubi per la doccia fanno conoscenza con gli elettrici, un'altra categoria! Quelli si che sono a prova di umidità! Oltretutto, in una sola sola guaina ce ne stanno anche tre, forse per far massa?

Ma la cosa più incredibile è il trapano a colonna, guardate bene, la punta sembra non avere niente a che fare con il "parallelismo", eppure i fori sono dritti, parola!


L'ombrello

Quasi ci siamo. Le pinze lavorano senza tregua, la luce si concentra sull'operaio e sul vecchio ombrello che si prepara ad una seconda vita sotto l'acqua.  

Un paio di punti di saldatura per suturare. Intervento terminato con successo! Il nonno si gira e guarda lo scaffale dei vini, ci pensa un pò poi preleva con orgoglio un paio di bottiglie e dice: "queste le beviamo qualche piano più su.

Rimettiamo la bicicletta in cantina (ogni piccolo spazio e sfruttato come ricovero) chiudiamo l'officina e ci avviamo verso le scale. Io porto il vino, il nonno cammina aprendo e chiudendo l'ombrello quasi a praticare una terapia post-operatoria. 

Le mani, secondo atto

Concludo questo mio piccolo e semplice reportage con uno secondo scatto sulle mani del nonno che in realtà è mio suocero, ma che chiamo così perchè gli voglio bene e, forse perchè non ho mai conosciuto bene mio nonno.

Ringrazio Lorenzo, il nonno-suocero, per essersi prestato a questa piccola sfilata al piano -1.

Le mani sono il mezzo di contatto più immediato, l'uomo ha bisogno di questo per trasmettere serenità e fiducia.

Io continuo a stringere le mani del nonno e voi?